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Allenamento Indoboard - Nazionale Italiana Taekwondo

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ALLENAMENTO INDO BOARD - NAZIONALE ITALIANA DI TAEKWONDO SETTORE OLIMPICO

Centro Preparazione Olimpica CONI - D.O. T.D.R. Leonardo Parducci

Il Taekwondo è uno sport che richiede un tipo di allenamento molto particolare, distinto per quanto riguarda le caratteristiche fisiche degli atleti, in esercizi rivolti allo sviluppo della forza resistente, della forza esplosiva, delle capacità aerobiche ed anaerobiche lattacide, della disponibilità muscolo-articolare, della reattività e dell’ intelligenza psicomotoria.

Proprio quest’ultima peculiarità psico-fisica trova ampiamente riscontro negli esercizi mediante situazioni d’instabilità inserite in un circuito debitamente preparato. Questi esercizi sono utili al condizionamento della corteccia motoria in relazione agli stimoli sensoriali provenienti dai fusi neuro-muscolari, dagli apparati del Golgi, dai meccanocettori, dall’orecchio interno, dalla vista e dai recettori podalici con particolare riferimento alle dita dei piedi.

Il corpo umano è concepito in modo tale da percepire e controllare l’ambiente circostante tramite questa pluralità di recettori i quali, inviando costantemente alla corteccia motoria e al cervelletto i messaggi percepiti, determinano un’elaborazione e verifica continua delle informazioni che tradotte in risposte fisiche creano l’adattamento motorio adeguato.

Indoboard allenamento taekwondoUna famosa frase pubblicitaria recitava “La potenza è nulla senza il controllo”. Se il corpo umano non è in grado di trovare in ogni condizione ambientale la migliore risposta utile, questo non potrà esprimere il potenziale atletico costruito con l’allenamento.

L’equilibrio è una condizione interiore: serenità mentale e velocita delle risposte fisiche alle condizioni ambientali. Maggiore è l’esperienza riguardo alle condizioni d’instabilità, maggiore è la possibilità di sentirsi a proprio agio e determinare la risposta motoria utile.

L’esempio è facile: immaginate di essere molto forti e di dover spingere una macchina su di un terreno stabile e asciutto. Non avreste problemi a farlo. Ma se il terreno sul quale appoggiate i piedi fosse ghiacciato e voi non aveste le scarpe adatte non sareste certo in grado di esprimere il vostro potenziale muscolare.

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L’adattamento all’ambiente è una delle forme d’intelligenza che in questo mondo porta avanti le specie animali e vegetali da milioni di anni. Nel lavoro con INDO BOARD ci limitiamo a migliorare questa intelligenza psico-fisica adattando le risposte motorie ad una serie di sollecitazioni instabili mirate e coordinate tra loro.

Spesso le risposte motorie dei neofiti sono goffe, eccessivamente ampie, lente, con una capacità resistente allo sforzo psico-fisico molto bassa.

Attraverso INDO BOARD è possibile svolgere una grande quantità di test e di esercizi utili a determinare ed allenare le capacità psico-motorie di un atleta.

Nell’ambito del Taekwondo abbiamo sviluppato una serie di esercizi mirati alle necessità atletiche degli atleti impegnati nella preparazione Olimpica 2012.

Abbiamo svolto sia un’attività di recupero funzionale a seguito di un trauma o di un’operazione chirurgica (menisco – ala rotulea – crociato anteriore) che un allenamento sportivo vero e proprio, inserendo gli esercizi con INDO BOARD nei circuiti tradizionali concepiti dal preparatore atletico Diego Grisoli.

Alcuni esercizi sono stati un’evoluzione di prove già esistenti, altri sono stati ideati per soddisfare le necessità di allenamento al disequilibrio biomeccanico e alla reattività nelle risposte psico-fisiche di adattamento alle situazioni ambientali destabilizzanti.

Indoboard allenamento taekwondoGli SQUAT con bilanciere sono un esempio di come abbiamo trasformato un esercizio statico di adattamento muscolare in un lavoro propriocettivo che oltre l’aumento della forza coinvolge l’intero apparato dell’equilibrio, determinando uno sforzo nettamente maggiore da parte dell’esecutore il quale avrà bisogno di un peso di minore entità per stimolare analogamente le sue masse muscolari. Questo diminuire i carichi è stato molto utile per diminuire lo stress puramente meccanico che investe la struttura corporea durante gli allenamenti. Ha permesso di porre necessariamente maggiore attenzione alla dinamica dell’esercizio, il che ha portato gli atleti ad adottare una tecnica esecutiva più fine e mirata allo scopo.

Nei circuiti di adattamento alla fatica, l’inserimento di INDO BOARD, ha costretto gli atleti a mantenere alta la concentrazione proprio quando la sensazione di stanchezza induceva una diminuzione dell’attenzione e dei tempi di reazione.

Seguendo i dettami della fisiologia muscolare che vuole il muscolo striato lavorare a fasi alterne con le sue unità motorie, alternando lo sforzo tra le varie fibre per non sovraffaticarsi, abbiamo pensato che si potesse allenare il muscolo e il suo sistema di controllo per aumentare il numero di unità motorie attive nella contrazione muscolare e velocizzare il sistema di inter scambio. Concetto già elaborato dai fisiologi sovietici che utilizzavano le pedane vibranti negli allenamenti alla forza e alla resistenza.

Indoboard allenamento taekwondoNegli esercizi di affondi, piegamenti, tenute isometriche e addominali, abbiamo trovato il modo di stimolare un maggior numero di fibre muscolari nella stessa unità di tempo. I muscoli che si trovano costretti ad eseguire un esercizio di forza all’interno di una richiesta di adattamento posturale, causata da una instabilità indotta e mirata, sono sollecitati ad ottenere una “intelligenza”, che tenga conto sia delle resistenze da vincere che dell’equilibrio da mantenere.

Le situazioni d’instabilità indotta sono un elemento molto utile per stimolare il sistema propriocettivo del corpo, sia durante la crescita muscolare sia durante il condizionamento alla resistenza, dove la stanchezza è utilizzata come carico di lavoro neuro-muscolare.

La pratica del Taekwondo richiede delle abilità atletiche ampiamente diversificate che possano servire l’atleta nell’esecuzione di un gesto tecnico assai complesso nella sua biomeccanica. Il gesto dovrà esprimere potenza esplosiva, reattività, scioltezza e resistenza nella ripetizione sul breve e lungo termine. Dotare un atleta di un simile bagaglio neuro-muscolare non è impresa facile, soprattutto se consideriamo l’elevata disponibilità articolare richiesta dalla tecnica esecutiva del Taekwondo. Questi atleti sono un eccellente compromesso di varie attitudini fisiche e lavorare con situazioni di precaria stabilità corporea rende il loro allenamento più completo, maggiormente differenziato ed alquanto divertente.

La piacevolezza di un circuito di lavoro rende senza alcun dubbio lo sforzo più sopportabile. Approcciando la seduta di allenamento come una sfida con se stessi, con l’attrezzo, o con i compagni, gli atleti s’impegnano in misura maggiore che eseguendo un lavoro standardizzato e ripetitivo. La novità è sempre piacevole e motivante, specie quando si affrontano macrocicli di lavoro di alcuni anni in vista di un impegno olimpico.

PROTOCOLLO DI BASE

  1. 1. Anamnesi iniziale:

Traumi regressi, recidivanti, lesioni capsulo-tendinee, muscolari, tendinee.

  1. 2. Determinare lo stato posturale delle catene cinetiche muscolari anteriori, posteriori e crociate.
  2. 3. Determinare l’equilibrio iniziale con posizioni di base senza situazioni di instabilità.
  3. 4. Determinare l’equilibrio iniziale con posizioni di base associate a situazioni di instabilità.
  4. 5. Spiegare l’esecuzione corretta degli esercizi proposti e mostrare gli errori più comuni.
  5. 6. Creare la seduta di allenamento secondo il livello e la preparazione fisica del gruppo.
  6. 7. Effettuare sempre una fase finale della seduta senza INDO BOARD o altre pedane di instabilità, per riportare le sensazioni corporee verso il modello di prestazione.

L’allenamento tramite la pedana, il rullo ed il cuscino gonfiabile possono essere diversificati a tal punto da non essere ancora oggi pensabile determinare un numero esatto di esercizi indirizzati all’allenamento della forza collegata alle capacità propriocettive. Questo ci ha fatto comprendere che l’evoluzione didattica di INDO BOARD è ancora generosamente ampliabile.

 

D.O. T.D.R. Leonardo Parducci

 

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